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domenica 10 agosto 2025

Garlasco: un mistero che sembra destinato ad essere svelato. Forse manca davvero poco!



Questa breve sintesi ha come premessa oltre allo studio degli atti processuali e pur con necessità di ulteriori sviluppi in senso criminalistico (ossia chi potrebbero essere i responsabili dell’omicidio intendendo come tali altri presenti sulla scena del crimine ma non escludendo ulteriori concorrenti) gli studi di Enrico Manieri - perito balistico - che solo da qualche mese (incredibile vero?!) si occupa del delitto di Garlasco, delitto che il 13 agosto del 2007 ha avuto come vittima la giovane Chiara Poggi. Sotto il link al suo canale.

https://www.youtube.com/@enrico.manieri 

E il suo importante, certosino e minuzioso quanto prezioso lavoro mi porta a condividere alcune importanti riflessioni: 

A) se non viene smentito o semplicemente contraddetto quanto emerge dall’analisi tecnica del “professionista” bresciano (umile come tutti i geni), è evidente che Alberto Stasi, in base alle risultanze e conclusioni processuali che hanno portato alla sua condanna, non potrà non essere riconosciuto innocente in un eventuale processo di revisione. Infatti, se effettivamente le ferite di Chiara fossero, come sembra, compatibili con l’arma del delitto costituita dal vaso e dal portavaso che si trovavano prima della scala e alla sinistra della porta della cucina (ante delictum), Stasi non avrebbe avuto il tempo di commettere il delitto, pulire e lavare gli oggetti; pulire sotto al divano e poi tornare a casa; 

B) il fatto che il corpo di Chiara sia stato gettato giù dalle scale, azione la cui motivazione non pare essere di natura esoterica ma solo finalizzata ad occultarne la vista - per lo  meno  dell’unica persona che quella mattina avrebbe potuto vedere la ragazza, ossia il fidanzato Alberto Stasi - potrebbe essere spiegato con la possibile intenzione degli assassini di ammazzare anche lui, pensando, magari, che Chiara avesse condiviso alcune informazioni con il suo fidanzato; 

C) si spiegherebbero anche le tre gocce di sangue (tonde) davanti al divano oggetto di “gocciolamento verticale” derivanti dalla pulitura dello strumento utilizzato per colpirla nonché le ferite agli occhi e al viso; 

D) si spiegherebbero i fazzolettini sminuzzati nervosamente sul tavolo della cucina, la posizione delle sedie, e il riposizionamento del vaso (incredibilmente “caduto” con la parte meno pesante) in una con la ripulitura del sangue sotto il divano; 

E) si spiegherebbero le tracce di nicotina sui capelli di Chiara; 

F) si potrebbe anche ipotizzare che uno (se non tutti e due) dei teli mancanti - ammesso che Chiara avesse un asciugamano avvolto sopra la testa per essersi lavata i capelli quella mattina stessa - sia stato preso in taverna dove qualcuno sarebbe anche potuto scendere prima di spostare il corpo di Chiara dalla posizione originaria (cioè dove si è generata la prima grossa chiazza di sangue vicino alle scale); 

G) si confermerebbe la relazione autoptica del Dr. Ballardini che parla di un’impronta di scarpa sulla gamba di Chiara  ma lasciata da una suola necessariamente diversa da quella della scarpa di marca Frau nr. 42; medico che - attenzione - da par suo aveva pertanto già “posizionato” almeno due persone sulla scena del crimine; 

H) si avrebbe un’ulteriore certezza che elementi importantissimi sulla scena del crimine non siano proprio stati valutati o neanche considerati (limitandoci a questo scritto il vaso, le tracce sul muro di strusciamento non di capelli ma di un panno, un asciugamano appunto; principio di enfisema polmonare per Chiara, forse per possibile compressione toracica?); 

I) non verrebbe meno, eventualmente, la valenza di altre dichiarazioni rese da persone informate sui fatti e potenzialmente rivalutabili in un contesto riconsiderato alla luce delle nuove evidenze; 

Ho, evidentemente, richiamato solo alcuni aspetti rilevabili dal lavoro di Manieri, altri esistenti ma che ho già messo in evidenza in altre sedi (pigiama, cavigliera, verbalizzazioni, dichiarazioni, vestiti, scarpe, reperti, ecc.) non sto qui a ripeterli.  Concludo però, con un pensiero personale e sicuramente opinabile riferito ad Alberto Stasi: non è che quest’uomo - allora un ragazzo che ha sempre mantenuto una composta dignità - sia stato, all’epoca, consapevolmente preoccupato al punto da tacere alcune cose per proteggere la madre da... 

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