Pascal affermava: “Chi si persuade da solo lo fa prima e meglio" e, in effetti, come ci insegna Giorgio Nardone - noto psicologo e psicoterapeuta - la persuasione è un'arte nobile.
Cicerone, qualche annetto prima, diceva che nulla, a suo parere, era più insigne della capacità di avvincere con la parola l'attenzione degli uomini.
A pensarci bene sono pochi i momenti della nostra vita in cui, comunicando con altri, non cerchiamo di convincerli (a fare qualcosa, a crederci, a parlare, ecc.). La persuasione, nel contesto penalistico - ad esempio - può servire ad accertare la verità, individuare il colpevole e, soprattutto, a non far condannare un innocente. Si basa sul fatto che chi interroga cerca di indurre - in modo lecito - l’interlocutore a riconoscere la fondatezza dei suoi ragionamenti così da aiutarlo/spingerlo/convincerlo a dire la verità.
La persuasione è diversa dalla manipolazione che, o utilizza gli stessi meccanismi in maniera non conforme al diritto, o ha uno scopo che è illegittimo se non illecito.
La persuasione/manipolazione in ambito politico, invece, hanno valenze diverse. Lo sappiamo tutti, purtroppo è così. Gli stessi protagonisti lo sanno e non fanno niente per eliminare questa mancanza di eticità. Spesso persuasione e manipolazione si sovrappongono in modo assolutamente congruente e si identificano; operano, inoltre, con meccanismi simili perché una è funzionale all’altra e, nella maggior parte dei casi, la leva di convincimento non è l’ideologia ma la promessa.
Poi ci sono altre modalità. Più per "convincere" che per persuadere. Per esempio, tutti conosciamo la battuta di Marlon Brando ne "Il padrino" che, mentre interpretava Don Vito Corleone, disse: "Gli farò un'offerta che non può rifiutare".
Il buon stratega, però, sa che può anche valere il principio opposto: fare (o far fare) un'offerta che non può che essere rifiutata.
Per esempio:
- voglio aumentare il numero dei miei Consiglieri in un consesso, tipo il Consiglio comunale;
- il soggetto in questione è in un altro gruppo;
- il soggetto in questione è noto per essere oppure per non essere (sfruttiamo Parmenide);
- allo stratega serve: carne o pesce non fa differenza. La differenza la fa il numero;
- lo stratega deve creare lo stratagemma (altrimenti che stratega sarebbe!) che faccia apparire tutto come naturale;
- lo stratega, per portare il Consigliere nel suo ovile gli spiega che deve dire agli altri componenti del gruppo (gruppo di cui detto Consigliere fa parte) che vuole/pretende qualcosa che loro non gli possono dare/concedere.
Il gioco è fatto, la scusa è pronta!
Il Consigliere, offeso per il rifiuto oppostogli dai suoi colleghi, avrà un buon motivo e pronta giustificazione per lasciare il suo gruppo e aderire, pur non tesserandosi, al partito. Del Senatore, of course!
Buona Pasqua e Buona Vita a tutti!
Me.Fisto






