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venerdì 12 dicembre 2025

Chiara Poggi: iniziamo ad unire i… puntini mentre a "Ore 14 Sera" De Rensis sgancia la "bomba"!

 


Ieri sera nella trasmissione “Ore 14 Sera”, per chi li ha colti, ci sono stati dei passaggi importantissimi nelle dichiarazioni degli Avvocati Domenico Aiello - legale dell’ex Procuratore Aggiunto di Pavia Mario Venditti - e Antonio De Rensis - insieme alla collega Giada Bocellari - di Alberto Stasi, accusato e condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco (PV).

Passaggi, non messaggi, eppure…

Così mentre la famiglia Poggi tace e soffre, lo stesso si può dire per quel che rimane di quella di Alberto Stasi, lui compreso, ma anche per quella di Andrea Sempio. Con la differenza, che può sembrare di poco conto, ma non lo è,  che il primo è in carcere da 10 anni mentre l’altro, giusto o meno che sia, non se la passa molto meglio da un po’ di tempo a questa parte.

 

Tra disaccordi più o meno risolvibili sulla c.d. “intangibilità del giudicato” - sebbene da tempo si assista ad una progressiva e continua “erosione di tale dogma a causa di interventi non soltanto di natura legislativa, ma anche giurisprudenziali” - e limitandoci ad alcune semplici considerazioni conseguenti a quanto già espresso in alcuni post precedenti (per chi volesse dare un’occhiata (https://angolomefisto.blogspot.com/2025/12/se-non-fosse-stato-alberto-stasi-chi.html  e https://angolomefisto.blogspot.com/2025/12/chi-ha-ucciso-chiara-poggi-e-se-andrea.html) nella catena degli eventi che hanno portato al delitto emergono alcuni antecedenti fattuali da cui derivano  ulteriori riflessioni:

 

a)    che cosa ha fatto, se lo ha fatto, Chiara di diverso, rispetto a quella che era sempre stata la sua vita nei giorni o magari un mese o due prima di essere uccisa?

b)   Posto che era una ragazza sì decisa nella sua timidezza, ma anche pudica e riservata, e non avrebbe mai aperto la porta di casa in pigiama non solo ad un estraneo, ma anche a chi pur conosciuto non avesse con lei un’intima familiarità, potrebbe essere stata ingannata su chi stava per (far) entrare? Da chi, nel caso, tenuto conto che non sono stati rilevati segni d’effrazione?

c)    Siamo sempre così sicuri che possa aver aperto lei?

d)   Nel caso in cui non fosse stato Alberto Stasi ad ucciderla, chi poteva sapere, e perché, che quella mattina Chiara sarebbe stata in casa, da sola, a quell’ora? C’è qualcuno che potrebbe aver “segnalato” che lei lo fosse o che, eventualmente, potrebbe aver chiesto aiuto per quello che era successo? Perché, e chi avrebbe potuto farlo? E chi e perché sarebbe dovuto intervenire?

e)    Che fine hanno fatto il portavaso di ottone (incredibilmente caduto dal lato più leggero) e il treppiede che lo reggeva?

f)     Se Chiara è stata trascinata per i piedi ma sulla cavigliera non c’era alcuna traccia ematica (anche se purtroppo il DNA, pur estratto, non si è potuto esaminare per inibizione) l’assassino non aveva le mani sporche di sangue (!) oppure erano di altri quelle mani? 

g)    Perché Chiara aveva scritto ad una sua amica poco più di un mese prima di morire di essere incredula per quanto aveva scoperto tanto da essere “precipitata improvvisamente in un altro mondo”?

Un’ultima domanda: poiché l’Avvocato De Rensis, riferendosi al momento in cui la sua nomina/mandato nella difesa Stasi era appena stata depositata, ha fatto cenno ad un “contatto” che lo ha portato - giustamente e correttamente - ad informare il Procuratore della Repubblica di quanto accaduto, qual è il “fattore comune” che lega la prima inchiesta (su Stasi, e basta - Procura di Vigevano) alla seconda inchiesta aperta nei confronti di Andrea Sempio (e basta, sino ad oggi, almeno) - Procura di Pavia?

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