Ieri
sera nella trasmissione “Ore 14 Sera”,
per chi li ha colti, ci sono stati dei passaggi importantissimi nelle
dichiarazioni degli Avvocati Domenico
Aiello - legale dell’ex Procuratore Aggiunto di Pavia Mario Venditti - e Antonio De Rensis - insieme alla
collega Giada Bocellari - di Alberto
Stasi, accusato e condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13
agosto 2007 a Garlasco (PV).
Passaggi,
non messaggi, eppure…
Così
mentre la famiglia Poggi tace e soffre, lo stesso si può dire per quel che
rimane di quella di Alberto Stasi, lui compreso, ma anche per quella di Andrea
Sempio. Con la differenza, che può sembrare di poco conto, ma non lo è, che il primo è in carcere da 10 anni mentre
l’altro, giusto o meno che sia, non se la passa molto meglio da un po’ di tempo
a questa parte.
Tra
disaccordi più o meno risolvibili sulla c.d. “intangibilità del giudicato” - sebbene da tempo si assista ad una progressiva e continua “erosione di tale dogma
a causa di interventi non soltanto di natura legislativa, ma anche
giurisprudenziali” - e limitandoci ad alcune semplici considerazioni
conseguenti a quanto già espresso in alcuni post
precedenti (per chi volesse dare un’occhiata (https://angolomefisto.blogspot.com/2025/12/se-non-fosse-stato-alberto-stasi-chi.html e https://angolomefisto.blogspot.com/2025/12/chi-ha-ucciso-chiara-poggi-e-se-andrea.html)
nella catena degli eventi che hanno portato al delitto emergono alcuni
antecedenti fattuali da cui derivano ulteriori riflessioni:
a)
che cosa
ha fatto, se lo ha fatto, Chiara di diverso, rispetto a quella che era sempre
stata la sua vita nei giorni o magari un mese o due prima di essere uccisa?
b)
Posto
che era una ragazza sì decisa nella sua timidezza, ma anche pudica e riservata,
e non avrebbe mai aperto la porta di casa in pigiama non solo ad un estraneo,
ma anche a chi pur conosciuto non avesse con lei un’intima familiarità,
potrebbe essere stata ingannata su chi stava per (far) entrare? Da chi, nel
caso, tenuto conto che non sono stati rilevati segni d’effrazione?
c)
Siamo
sempre così sicuri che possa aver aperto lei?
d)
Nel caso
in cui non fosse stato Alberto Stasi ad ucciderla, chi poteva sapere, e perché, che quella mattina Chiara sarebbe stata in casa, da sola, a quell’ora? C’è
qualcuno che potrebbe aver “segnalato” che lei lo fosse o che, eventualmente, potrebbe
aver chiesto aiuto per quello che era successo? Perché, e chi avrebbe
potuto farlo? E chi e perché sarebbe dovuto intervenire?
e)
Che fine
hanno fatto il portavaso di ottone (incredibilmente caduto dal lato più
leggero) e il treppiede che lo reggeva?
f)
Se
Chiara è stata trascinata per i piedi ma sulla cavigliera non c’era alcuna
traccia ematica (anche se purtroppo il DNA, pur estratto, non si è potuto
esaminare per inibizione) l’assassino non aveva le mani sporche di sangue (!) oppure
erano di altri quelle mani?
g)
Perché
Chiara aveva scritto ad una sua amica poco più di un mese prima di morire di
essere incredula per quanto aveva scoperto tanto da essere “precipitata improvvisamente in un altro
mondo”?
Un’ultima domanda: poiché l’Avvocato De
Rensis, riferendosi al momento in cui la sua nomina/mandato nella difesa Stasi
era appena stata depositata, ha fatto cenno ad un “contatto” che lo ha portato
- giustamente e correttamente - ad informare il Procuratore della Repubblica di
quanto accaduto, qual è il “fattore comune” che lega la prima inchiesta (su
Stasi, e basta - Procura di Vigevano) alla seconda inchiesta aperta nei
confronti di Andrea Sempio (e basta, sino ad oggi, almeno) - Procura di Pavia?