Re
Mida era un sovrano passato alla storia perché tutto ciò che toccava si
trasformava in oro. Appena provava a portare del cibo alla bocca
però, questo si trasformava in metallo. Per liberarsi si immerse nel fiume
Pattolo (in Turchia) e, da quel momento, le sue acque iniziarono a
trasportare oro.
A
Torino c’è il Po e a Novara c’è il Terdoppio ma di oro non ce n’è: è
disponibile tuttavia, in grande quantità, tanta altra materia già sparsa
abbondantemente, in ogni dove, dalla stessa persona.
Lo
avevamo detto, lo avevamo scritto, l’avevamo confidato e chiesto, a chi poteva
fare qualcosa, di farlo. Ma niente…,
nonostante le prove, note, e fatti, accertati.
Al
fronte, ora che neanche il Piave è più in grado di mormorare, speriamo che
l’onore, la dignità, lo spirito e la lealtà colmino gli animi dei nostri
soldati e dei loro commilitoni. Che potrebbero anche avere ragione, ma
potrebbero anche dimostrare di averla in modo diverso, senza farsi turlupinare
e senza farsi indurre a colpire alle spalle. Per principio, per lealtà!
Perché…
va bene che a Novara c’è il Terdoppio, come già detto, ma tutta la sua acqua non
basterebbe per una successiva purificazione altrimenti dovremmo cambiare nome
al fiumiciattolo: ecco, potremmo chiamarlo Stronzolo… aspettando Biancaneve!