Mentre il sale incombe sulla coda di gracchianti pennuti (autore e, forse, committente/i) un gradito e inatteso ospite ci racconta e dice la sua sulla Commissione di ieri.
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Una Commissione consiliare illuminante quella di ieri presso la Sala Genocchio della biblioteca Negroni.
Si
parlava di scuola e più precisamente di ciò che l'Amministrazione
rappresentata dalla sua Assessora "Mirabilandia", ha intenzione di
proporre nel biennio 2025 /2027.
In
un'epoca in cui il 50% tra insegnanti, allievi e genitori si dice
insoddisfatto della scuola (fonte Save the Children), in cui l'Italia è
al terzo posto in Europa secondo l'OCSE per tasso di dispersione
scolastica (9,4%), in cui il fenomeno dell'Hikikomori (sindrome di
isolamento sociale volontario) è in continuo aumento, la nostra
Assessora propone decine di progetti che non poggiano su alcuna visione
strategica (come ha ben argomentato nel suo intervento il capogruppo del
PD Nicola Fonzo); l'approccio è, con tutto il rispetto per chi svolge questa professione, quello dell'animatore di un villaggio turistico.
Manca un pensiero approfondito e organico su almeno tre questioni fondamentali:
1- dispersione scolastica;
2- supporto economico alle fragilità in continuo aumento;
3-
elaborazione di un efficace modello di orientamento volto alla
valorizzazione delle reali inclinazioni e talenti dei più giovani.
Il
buon senso impone di sottolineare che, vista la complessità di questi
temi, comuni peraltro al Paese intero, non ci aspettavamo di certo
fossero miracolosamente risolti dall'Assessora all'istruzione di Novara,
ma l'approccio al problema la dice lunga.
Crediamo
alla base ci sia un fraintendimento, proprio peraltro di una certa
maggioranza: svolgere un ruolo istituzionale non significa dover
conciliare le preoccupazioni ai mancati inviti ad inaugurazioni e vari
tagli dei nastri con il lavoro d'ufficio, bensì dedicare tempo allo
studio approfondito di alcune problematiche, necessario per elaborare un
piano strategico di intervento ed attuare soltanto dopo progetti ed
attività che siano davvero impattanti e i cui effetti siano misurabili.
Meditate cittadini, meditate.. perché le croci che mettete nelle urne, diventano poi croci da portare.
Ospite inatteso
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Il tutto con grande gentilezza
RispondiEliminaForse pragmatismo. Del resto nomen omen, vero?
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