Novara, sabato 24 maggio 2025.
Politici e politicazzi, vecchi (compresi noi), stravecchi, sempreverdi, sufficientemente giovani, aspiranti (sali)vari e qualche curioso, insieme ad altri simpatizzanti di onesto e vero buon cuore e indole, hanno sfilato i primi e assistito gli ultimi, all’inaugurazione della sede “provvisoria” in cui sono stati infilati e compressi gli appartenenti a tre diverse e importanti associazioni volontaristiche locali: così i City Angels in caso di calamità potranno essere salvati dai volontari della Protezione Civile degli “Scorpion” che a loro volta potranno contare sulla gioia loro trasmessa dai membri di “Dona un sorriso” tutti “inguattati”, insieme, nella ex palazzina uffici dello smembrato mercato ortofrutticolo all’ingrosso (cd. MOI).
Da questa tristissima, malinconica, isolata, quasi rupestre e
dimenticata località ubicata nella periferia
della zona periferica di Novara - che potrete trovare solo sbagliando strada
- i nostri prodi (qua ci starebbe una battuta più spiritica che spiritosa che
sarebbe però apprezzata come una mortadella scaduta) potranno andare
velocemente e tutti insieme a soccorrere gli appartenenti alla Polizia Locale - ancora
non muniti di canotto e mezzi anfibi - alloggiati in uno dei posti più sfigati
della città, qualora il Terdoppio dovesse mai decidere di esondare. Alloggiati
e allocati, anche loro temporaneamente, in quella
cattedrale nel deserto che è costata più soldi ai cittadini della seconda città
del Piemonte, di quanto potrà costare
loro - pro capite - forse solo il
Ponte sullo Stretto di Messina. Per chi non lo avesse capito stiamo "parlando" dello Sporting.
Mentre il nastro tricolore veniva pertanto orgogliosamente (pprrrr!) tagliato da chi non era neanche riuscito a compattare quel minimo di maggioranza necessario a non fare rinviare abbastanza desolatamente (giusto per non usare un altro avverbio di modo che meglio avrebbe descritto il sentimento di riprovazione da accusare: id est composto di e da vergogna, politicamente of course) proprio la Commissione comunale per discutere il Piano di Protezione Civile solo due giorni prima, dal pulpito inondavano l’uditorio all’aperto talune affoganti e arrozzate allocuzioni. Si salvava momentaneamente, ma giusto per aver ormai imparato a nuotare nelle solite e oscure profondità, il povero Canelli ormai, forse, rassegnato a tappare buchi (per le buche dovrà rivolgersi a Salvini!).
P.s.: Sandro (Bertona) da lassù, forse è meglio che fai qualcosa Tu. Magari... anche solo per i traslochi!
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